La rosa dei venti di Belem

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La rosa dei venti di Belem

Lisbona è tra le più belle città d’Europa, con la sua gente tranquilla, le larghe Avenidas, le grandi piazze, i trasporti facili ed efficienti, un clima gradevole, una cucina in cui il “bacalao” la fa da padrone, insieme a crostacei mondiali e al grande “Porto”, liquore di cento varietà.

Chi ama viaggiare non può non conoscere il Portogallo o almeno, avere in programma di farlo;  studiandone la storia dei naviganti di quel piccolo lembo di terra affacciato sull’Atlantico. Quel mare lì di fronte infatti, ha reso quella popolazione la più avventurosa di ogni tempo, ha consentito al popolo “português” di raggiungere i massimi obiettivi geografici di ogni epoca!

Le grandi scoperte sono solitamente attribuite a Colombo, Marco Polo, come anche ad Armstrong, primo uomo sulla luna; ma tra il ‘400 e il ‘500, con i mezzi dell’epoca, girare il mondo partendo dalla bella Lisbona, per scoprire l’enorme quantità di luoghi in cui i portoghesi sono arrivati primi, appare un elenco incredibile: intanto le Azzorre, quindi primi a circumnavigare l’Africa e scoprire la Guinea Bissau, il Gambia, Sao Tomè e Principe, le Isole di Capo Verde, la Sierra Leone, il Ghana, il Gabon e l’Angola, fino al Capo di Buona Speranza, poi il Madagascar, il Tanganika (oggi Tanzania); siamo già nell’Oceano Indiano, poi il Mozambico e la penisola arabica, l’Oman e quindi l’India, dove ancora oggi in alcune comunità (Goa) esistono tracce di chiese cattoliche e di lingua portoghese!

Davvero notevoli, per l’epoca, sono le visite nell’estremo e lontanissimo Oriente, con il raggiungimento della Malaisia, lo Sri Lanka, l’Indonesia, la Malacca, poi Macao, sulla costa cinese, quindi Papua Nuova Guinea, alle soglie dell’Australia, scoperta solo dopo due secoli.

Ragguardevole il viaggio del portoghese Magellano, con la scoperta del passaggio che, attraverso la Terra del Fuoco, consente l’agevole circumnavigazione del Sud America: fu la nave di Magellano (lui restò ucciso nel viaggio) ad essere prima a viaggiare intorno al mondo e tornare da est, dopo essere partita verso ovest, portando la cronaca grazie al vicentino Pigafetta, imbarcato come scrivano del gran navigatore.

Tra le grandi scoperte portoghesi, c’è il Brasile (che ormai è divenuto il principale territorio di commerci, legami culturali, traffici ecc.), tuttora di lingua portoghese, idioma comunque assai diffuso in lontani angoli del globo, come la Guinea Bissau, Macao, il Mozambico e altre varie (seppure piccole) zone del globo, facendo della lingua del piccolo Portogallo, una delle più diffuse dopo cinese, inglese e spagnolo.

In una bellissima piazza di Lisbona, tra la larga foce del Tago e il Monastero di Geronimo, presso la torre di Belem, è collocato un monumento alle scoperte marinare e, sul vicino pavimento di marmo, è disegnata un’enorme rosa dei venti con 36 punte, insieme ad una mappa terrestre in cui sono indicate le scoperte e i luoghi raggiunti da tanti navigatori portoghesi: pare incredibile quanti siano i territori raggiunti, con piccole navi, e con coraggioso spirito d’avventura, chissà se spinto dal desiderio di scoperta, o forse più dallo stimolo d’utili commerci.

Chi si recasse sulla grande piazza, dovrà infine affacciarsi nella notevole “Pasticceria di Belem” (prendere il numeretto!), per gustare dolci speciali, accompagnati da una grande varietà di quel Porto, nettare nazionale famoso ovunque.

Di tutte le scoperte portoghesi potete leggerne cronaca sul bellissimo libro “Lisbona oltre le mura

By |2018-04-21T09:26:12+00:00febbraio 2nd, 2015|Un po di storia, Viaggiolibrando|0 Comments

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