Le ostriche della Resinga

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Le ostriche della Resinga

Eravamo alla fine del nostro viaggio, stesi al sole sulla spiaggia dell’Isla Margarita, nei Caraibi venezolani; ci godevamo le ultime ore prima di rientrare a Caracas per il lungo volo serale che ci avrebbe portato a Roma, via Gudalupa e Parigi.
il giorno prima avevamo visitato le lagune di questa bella isola, zona detta appunta “La Restinga”, ricca di enormi mangrovie che spesso coprivano i passaggi con ombre odorose; già avevamo notato che le radici di quelle piante acquatiche sprofondando nelle acque salate dei Caraibi, erano cariche di piccole ostriche.
La mattina dopo, eravamo in tre sulla spiaggia a cullarci dei ricordi di quello splendido viaggio ormai concluso, quando una vecchiettina si avvicina al nostro ombrellone con un piattino pieno di quelle ostriche viste il giorno prima alla Restinga: 10 ostriche belle, fresche, aperte, piene, tutte al costo di 1 dollaro USA; tutti e tre amanti delle ostriche assaggiamo il primo piattino, seguito da un secondo, un terzo e così via fino a fermarci dopo circa 40/50 saporitissime ostriche, piccole, con guscio marroncino, quasi piatte e simili alle famose e apprezzate Belem della Linguadoc francese. Ne avremmo mangiato molte altre tanto le amiamo, forse avremmo finito la scorta della vecchietta, ma ci siamo fermati solo per la paura che, nel prossimo lungo viaggio aereo, potevamo avere qualche problema di stomaco.
Molte ore dopo, mentre assonnati ci allungavamo su un divano della scalo parigino di Chales De Gaulle, in attesa delle ultime due ore di volo per Roma, sognavamo quelle ostriche e, in assenza di alcun fastidio, ci pentivamo di aver interrotto il banchetto solo per una sciocca paura!

By |2018-04-21T09:26:44+00:00marzo 17th, 2018|Conoscere il mondo|0 Comments

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